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INTERVISTA AL DR. PIER LUIGI CANTA

Con questa intervista conosciamo meglio uno dei protagonisti della scena medica italiana, un’eccellenza della chirurgia plastica italiana : il Dr. Pier Luigi Canta.

Per i colleghi più puntigliosi, è un Chirurgo Plastico innovatore. Per le donne che si sono affidate a lui, un artista che ha saputo, con sensibilità e mano sapiente, dare forma al proprio ideale di bellezza grazie alla chirurgia. Per gli intimi, è semplicemente Pier Luigi, un amico vero su cui poter sicuramente contare.

Primo classificato al concorso di Specializzazione in Chirurgia Plastica del suo anno, con all’attivo più di 6.000 interventi chirurgici, Pier Luigi Canta è un professionista eclettico capace di passare dalla microchirurgia ricostruttiva agli interventi in video-endoscopia, dalla chirurgia plastica oncologica alla chirurgia estetica, la vera passione della sua vita. Un uomo determinato e tenace che ha fatto della bellezza una ragione di vita.

SALVE DOTTORE, COMINCIAMO LA SUA INTERVISTA. IL SUO CURRICULUM È RICCO DI SUCCESSI. LAUREA IN MEDICINA E CHIRURGIA ALL’UNIVERSITÀ DI NAPOLI “FEDERICO II”, SPECIALIZZAZIONE IN CHIRURGIA PLASTICA RICOSTRUTTIVA. SOGGIORNO DI STUDIO IN SUD AMERICA. COSA L’HA SPINTA A DEDICARSI COSÌ INTENSAMENTE ALLA “CHIRURGIA DELLA BELLEZZA”?

Si. Credo realmente che la Chirurgia Estetica sia una forma di arte, bisogna sentirla dentro; le varie tecniche chirurgiche sono come gli scalpelli disponibili per uno scultore, molti possono lavorare un blocco di marmo, ma solo pochi sono in grado di tirarne fuori opere d’arte. In questo, credo che gli anni di studio in Sud America siano stati un’esperienza formativa e umana straordinaria.

Dal 2001 al 2003 ho lavorato in Brasile presso quelli che oggi chiamo i miei “genitori adottivi di Chirurgia”: i dottori Arnaldo Mirò, Ana Zulmira Badin e Milton Daniel. Maestri di vita e Chirurghi straordinari, che mi hanno aperto non solo le porte delle loro sale operatorie, ma soprattutto i loro cuori, trattandomi non come uno studente, ma come un discepolo, un vero figlio adottivo. Mi hanno insegnato che il paziente è il bene più prezioso di un Chirurgo, va rispettato nella sua integrità fisica e psicologica prima di ogni atto chirurgico; la sua salute deve essere preservata ad ogni costo, solo così un chirurgo può essere libero di guardarlo negli occhi e decidere come operare.

Non c’è stata tecnica che mi sia stata nascosta o segreto che non mi sia stato svelato. Attentissimi alla mia crescita professionale e umana, hanno lasciato che tornassi in Italia solo quando si sono assicurati che avessi assorbito tutto quello che c’era da sapere per essere un Chirurgo Plastico Estetico degno di questo nome, sicuri che anche da solo “sarei andato forte come un treno”.

Ho sentito a lungo la responsabilità di non deluderli, di onorare quel debito di riconoscenza che avevo nei loro confronti. Soltanto adesso, a molti anni di distanza, guardandomi indietro, comincio a sentire di potermi rilassare. E per ogni mio successo in campo medico, ringrazio sempre Dio che mi ha fatto incontrare delle persone così eccezionali.

È GRAZIE ALL' ESPERIENZA IN SUD AMERICA CHE È RIUSCITO A RITORNARE AL II° POLICLINICO, QUESTA VOLTA DALLA PORTA PRINCIPALE DELL’INSEGNAMENTO?

Un’esperienza formativa così preziosa fatta nel paese più all’avanguardia in fatto di chirurgia plastica ed estetica mi ha permesso, al rientro in Italia, di affermarmi rapidamente come professionista e di conquistare la stima dei colleghi e soprattutto dei pazienti. Una serie di successi che, dal 2005, mi hanno schiuso le porte della Divisione di Chirurgia Plastica della Facoltà di Medicina di Napoli “Federico II” dove presto servizio.

Lì sono coinvolto nell’insegnamento ai Medici in Formazione in Chirurgia Plastica attraverso una operatività annuale personale di oltre 250 interventi chirurgici assieme ad una intensa attività ambulatoriale di oltre 2500 prestazioni, oltre ad un’intensa attività di ricerca scientifica nell’impiego dei fattori di crescita nella rigenerazione dei tessuti umani.

E OGGI CHE CHIRURGO È? IN QUALI INTERVENTI SI È SPECIALIZZATO?

La chirurgia è un modo per sentirmi vivo e assecondare la mia naturale inclinazione al bello. Credo che nell’attività libero professionale di Chirurgia Estetica sono maggiormente libero di potermi esprimere al meglio. Al mio studio incontro ormai pazienti provenienti da diverse regioni d’Italia e con le più svariate richieste.

Non ho mai commesso l’errore di fossilizzarmi su chirurgie particolari. Con soddisfazione e un pizzico di autostima mi piace affermare che opero con padronanza qualsiasi chirurgia. Se passiamo in rassegna la mia carriera si accorgerà in effetti che, già all’età di 35 anni, avevo realizzato tutti i maggiori interventi di chirurgia estetica: volto, naso, seno, addome, lipoaspirazioni, ma anche chirurgie meno convenzionali, quelle che pochi fanno, come l’inserimento di protesi glutee e poplitee, di protesi pettorali, incremento volumetrico del pene, liposcultura tridimensionale.

Sono stati proprio questi interventi, quelli in cui la maggior parte dei miei colleghi non si cimenta, che mi hanno procurato la notorietà, e fatto sì che fossi invitato a numerosi Corsi e Congressi Nazionali ed Internazionali come docente, relatore ed operatore dal vivo.

QUALI SONO I SUOI VALORI COME PERSONA?

Devo molto ai miei genitori che mi hanno insegnato la dedizione allo studio, al lavoro e alla famiglia. Associate ad un’onestà assoluta. È il più prezioso degli insegnamenti che cerco di trasmettere anche ai miei figli, Aldo e Cristiana, e ai miei collaboratori che sono un po’ i miei “discepoli”, per i quali sento forte la responsabilità di tenere sempre una condotta chirurgica impeccabile, perché siano sempre orgogliosi di lavorare con me.

Una forte emozione mi prende quando alcuni di questi mi chiamano affettuosamente “Maestro”. Credo sia il più grande riconoscimento per l’uomo e un attestato di stima per il chirurgo; la testimonianza che aiuta a dare un senso alla mia vita, e per la quale darò sempre il massimo nel mio lavoro.

Onestà, umanità e professionalità sono le credenziali che mi qualificano come medico, chirurgo e professionista. Senza queste caratteristiche non avrei il coraggio di guardare i miei pazienti negli occhi per chieder loro fiducia.

E I SUOI PUNTI DI FORZA COME CHIRURGO?

Un’ intervista molto puntigliosa direi. Credo che un punto di forza imprescindibile sia l’aggiornamento continuo e la pratica quotidiana della chirurgia plastica. Non esiste un intervento uguale all’altro perché non c’è un corpo ed una condizione fisica uguale all’altra. Non ci si può mai considerare chirurghi “arrivati”, ma sempre chirurghi in continuo apprendistato. La rapidità con cui le tecnologie e le metodologie di intervento diventano obsolete richiede uno studio costante e una professionalità in continua evoluzione.

Bisogna studiare, aggiornarsi, essere versatili, confrontarsi con i colleghi a livello internazionale. Credo che, anche dopo 400 lipoaspirazioni eseguite, un Chirurgo possa ancora migliorare. Non ci si può improvvisare chirurghi estetici per il solo fatto di aver seguito qualche corso di aggiornamento specializzato o imparato a fare qualche punturina. Né tantomeno si può praticare con leggerezza la medicina estetica, la quale, anche se non contempla bisturi e anestesia totale, non ha in sé meno rischi. È un argomento su cui i pazienti devono stare molto attenti. È a rischio la loro salute!

TUTT'OGGI SONO TANTI I CASI DI COMPLICAZIONI CAUSATE DA CHIRURGHI CON POCA ESPERIENZA O DA PRESUNTI CHIRURGHI CHE PRATICANO LA MEDICINA E LA CHIRURGIA ESTETICA. COSA PENSA AL RIGUARDO?

Personalmente, non riuscirei mai ad affidarmi ad un professionista che si “dedica solo saltuariamente” alla chirurgia estetica. Ne va dei risultati: lifting disastrosi, labbra innaturali e seni disarmonici sono il frutto di scelte non ragionate e poco professionali. E non parliamo di alcuni centri dove viene praticata la chirurgia estetica senza le garanzie minime di igiene, sterilità e qualità.

Il chirurgo plastico deve essere un professionista di chiara fama e specchiata onestà. È necessario che il paziente instauri col suo medico un rapporto di fiducia totale, deve sentirsi sicuro; deve sapere che la sua chirurgia verrà eseguita secondo scienza e coscienza, con la massima cura e attenzione, senza rischi per la salute, fiducioso che il Chirurgo da lui scelto sia seriamente competente, che conosca l’anatomia dei tessuti sui quali andrà ad intervenire, che abbia una indiscussa padronanza della disciplina.

La Chirurgia Estetica ha dei risvolti psicologici e sociali molto seri; attenzione ai chirurghi troppo “faciloni o superficiali”, a quelli che acconsentono ad ogni richiesta della paziente pur di operare ed a quelli che praticano prezzi troppo bassi. Ogni paziente ha il diritto di sapere che il proprio Chirurgo può garantire sulle procedure utilizzate, i protocolli seguiti, i farmaci impiegati e soprattutto è in grado di far fronte, con la sua preparazione, ad ogni complicanza, e, nell’evenienza di un qualsiasi evento negativo fortuito, sappia gestirlo con sicurezza, padronanza ed elevata professionalità.

Questi sono forse alcuni dei motivi per i quali dopo una chirurgia, con i miei pazienti, si instaura un legame stretto di fiducia e stima reciproca che ci accompagna per la vita.

MA LA CHIRURGIA PLASTICA HA DEI RISCHI?

In Chirurgia Plastica Estetica tutto deve essere programmato e reso trasparente al paziente affinché si renda conto di quelli che sono i rischi insiti nell’intervento chirurgico. Perché quelli di chirurgia estetica sono a tutti gli effetti interventi chirurgici e, come in tutti gli interventi, è necessario procedere su basi prudenziali e in assoluta sicurezza.

Il chirurgo che non spiega al paziente i rischi dell’intervento sta venendo meno agli obblighi deontologici di trasparenza ai quali è obbligato dalla sua professione. E sta facendo un torto al paziente anche dal punto di vista umano perché non sta rispettando tutto il carico emotivo e psicologico che può annidarsi in un disagio estetico. È quello che cerco di insegnare anche ai colleghi più giovani, ai quali dico sempre: assumetevi le vostre responsabilità nei confronti del paziente; i pazienti sono la ragione della nostra crescita, lo stimolo necessario per migliorare noi stessi.

NEL SUO LAVORO DI CHIRURGO SI TROVA AD ESSERE QUINDI ANCHE UN PO’ PSICOLOGO?

Il benessere psicologico si accompagna sempre a quello fisico. È innegabile! Quando una persona è meno “disordinata” nell’aspetto fisico, lo è anche in quello mentale. Questo è uno dei motivi per i quali cerco sempre di comprendere le radici inconsce delle richieste dei miei pazienti.

Mi piace pensare che un intervento di chirurgia estetica è sempre una viaggio verso se stessi; un tuffo di testa nel proprio inconscio, da eseguire senza rischi, altrimenti, ci si può fare molto male. Per questo l’ascolto dei pazienti, del loro vissuto, delle loro speranze e dei loro desideri rappresenta un momento fondamentale e prezioso in cui si mettono a fuoco le necessità e si ragiona insieme sui risultati raggiungibili.

La mia prima preoccupazione è non creare aspettative irrealistiche, impostare una diagnosi clinica corretta e pensare un percorso chirurgico mirato e personalizzato.

Se come Chirurgo Plastico mi accorgo che le aspettative del paziente sono spropositate rispetto ai risultati ottenibili, cerco sempre di evitare la chirurgia; è un atto dovuto, non riuscirei a prenderlo in giro. Non è così semplice operare con onestà, ma è una mia caratteristica innata, che alla lunga ripaga.

Accolgo sempre i miei pazienti con un sorriso, aiuta a conoscersi meglio e ad aprirsi facilmente al dialogo; durante la consulenza potranno esser certi di trovarsi di fronte non semplicemente un chirurgo a cui esporre un problema clinico, ma una persona con cui parlare di se stessi.

DOTT. CANTA, PRIMA DI CONCLUDERE LA NOSTRA INTERVISTA, PUÒ DIRCI COS’È PER LEI L’ESTETICA?

Secondo il mio personale parere, la chirurgia estetica è semplicemente una chirurgia migliorativa, volta al raggiungimento di un “ottimale estetico”. Quello che deve essere compreso è il concetto di bellezza, il “cosa è bello”, percezione che ognuno di noi deve acquisire se vuole cimentarsi nella chirurgia estetica.

Ai vari Corsi e Congressi vengono spesso illustrate, oltre la filosofia del bello e dell’ottimale estetico, le tecniche più appropriate….. sarà poi compito dei chirurghi dover attingere al proprio bagaglio chirurgico formalmente acquisito nel corso della sua esperienza per poter cercare di raggiungere un risultato estetico ottimale.

Si può semplicisticamente affrontare un argomento di chirurgia estetica paragonando i chirurghi plastici ai pittori. Tutti dipingono, avendo a disposizione la stessa tavolozza e gli stessi colori, pochi di loro, col loro talento sono in grado di eseguire un’opera d’arte. Tutti gli altri dipingono semplicemente bei quadri. Perché? La vera chirurgia estetica non è data da nuove tecniche acquisite, ma dalla loro interpretazione secondo una sensibilità ed un’attitudine personale che non tutti posseggono. Per pochi è innata, alcuni la potranno apprendere con l’esperienza, ma altri non l’acquisiranno mai.

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