La cronaca degli ultimi anni si è arricchita della tragica storia di una donna di Forlì che per essersi sottoposta ad un intervento di liposuzione ha avuto terribili conseguenze, fino alla morte. Un giovane è morto per complicanze insorte a seguito di un intervento di rinoplastica.

Due storie non isolate ma che riportano all’attenzione il problema della sicurezza nelle pratiche medico-chirurgiche tese alla ricerca di una forma estetica e a un immagine diversa e più soddisfacente. Un argomento che si riallaccia a quello dei controlli e della spregiudicatezza di alcuni professionisti che promettono risultati attraverso tecniche non sempre collaudate e ben sperimentate.

Uno dei problemi seri della Chirurgia Estetica è quello dell’aggiornamento continuo. La partecipazione continua a corsi di aggiornamento della materia, così come la pratica seria della Chirurgia Plastica presso strutture ospedaliere sono credenziali valide nel giudizio del chirurgo cui affidarsi. Ritengo poco prudente rivolgersi a professionisti i quali dedicano poco tempo allo studio continuo di questa disciplina o che la praticano come attività secondaria, giusto per arrotondare. Un noto chirurgo americano ha recentemente dichiarato in una intervista televisiva: “Il medico bravo non rischia, la responsabilità é la chiave del successo!” E su questo concetto penso che concordano in maniera assoluta sia medici che pazienti.

In una indagine condotta recentemente da un noto settimanale su un campione di 200 studenti e studentesse universitarie fra i 18 e i 25 anni, il 91% ha dichiarato che non accetterebbe di sottoporsi a un intervento di Chirurgia Estetica se fosse a conoscenza dell’esistenza di un rischio per la salute. Solo il restante 9% ha affermato che il risultato sperato giustificherebbe un accettabile grado di insicurezza. Fra questo gruppo pochi gli uomini, perché la maggior parte di loro sostiene che farebbe di tutto pur di impedire al proprio partner di ricorrere ad una pratica chirurgica – estetica che presentasse un pur minimo quoziente di rischio.

Risposte probabilmente sincere, ma che non tengono conto che ogni intervento chirurgico agisce su un organismo modificandone uno stato chimico, ormonale, metabolico o fisico, e non può quindi essere quasi mai completamente indifferente, e porta con se una serie di possibili effetti collaterali, complicanze, imprevisti, che solo la diligenza, la scienza e la coscienza del medico possono ridurre a un minimo accettabile per il paziente. Da ciò l’esigenza di un consenso informato, che è il risultato di una giusta valutazione delle aspettative del paziente, della sua sofferenza profonda per l’inestetismo di cui si sente affetto, ma anche dei risultati raggiungibili a fronte di fastidi, disturbi, e rischi possibili.

Non c’è taglio senza cicatrice! Così come non vi è intervento senza un minimo di rischio. E’ solo grazie alla preparazione dell’operatore ed alla disciplina del paziente che ogni intervento di Chirurgia Estetica si trasforma in un successo. In questa branca chirurgica non c’è posto per l’approssimazione! Tutto deve necessariamente essere calcolato e ponderato più volte, se non si vuole che, anche il più insignificante dettaglio trascurato,  contribuisca alla genesi di una temibile complicanza.

PL CANTA

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